mercoledì 16 novembre 2016

5. Burnin' Rubber , campi scuola, e bullismo paninaro.

Al primo campo-scuola delle medie c'era un mix di sensazioni contrastanti che non mi è difficile rievocare.. c'era la paura di uscire di casa da solo per giorni, l'ansia di conoscere qualcuno di nuovo, e anche forse la paura di non essere in grado di far parte di un gruppo perchè vedevo già i semi della nerditudine crescere in me. Oltre ad essere una specie di Nerd ero un Nerd solo, non il classico Nerd col gruppo insomma. Ma arrivò il campo scuola..a Veroli. E qualcosa successe. Con un'altro gruppetto di nerd eravamo assembrati attorno al cabinato di Burnin' Rubber.


Era un gioco a scorrimento verticale, in cui una macchina percorreva vari tracciati, saltando sopra altre macchine e speronandole cercando di sopravvivere fino alla fine. I giochi di quella generazione erano generalmente ipnotici, ripetitivi eppure in qualche modo irretivano la tua attenzione fino al punto di rubarti ore della tua vita. Il cabinato era in una sala di un albergo dove stavano mettendo musica anni 80, e i ragazzi tosti, i cosiddetti paninari in jeans, timberland e gelatina, stavano ballando con le loro ragazze. Fu il mio turno di inserire il gettone per la partita, perchè ancora ero troppo timido per buttarmi nella mischia. Giocavo già da 15 minuti circa quando dietro di me sentii un bel profumo e una ragazza disse "sei bravo eh?", appoggiandosi sulla mia spalla con fare amichevole. A quell'età forse era il primo contatto interessato di una ragazza con me.. e la mia mente passò dall'elaborare qualsiasi scenario possibile con lei, che, guardandola notai essere anche bellissima. Si chiamava Nadia. Ci scambiammo due parole, poi io feci finta di perdere la partita per andare fuori a parlare con lei, attraversando la sala con i paninari e le loro 'ragazze', la musica anni 80, le sedie in cerchio. Parlammo per, forse, un paio d'ore e poi ci demmo appuntamento all'indomani. Rientrando nella sala due paninari si misero fra me e la porta.. uno era un mio compagno di classe. L'altro fumava. I due mi guardarono dall'alto in basso e mi dissero "Aoh.. Panà.. guarda che quelle so le donne nostre!". Piccola teppaglia da campo scuola con la quale imparai a confrontarmi presto. E non ero un rissoso ne uno con chissà che muscoli, quindi dovetti imparare, con questa teppaglia, a usare altre strategie... non ricordo cosa gli dissi, ma il giorno dopo, di sera ero di nuovo con Nadia, appiccicati a Burnin Rubber, mentre le spiegavo i perchè e i percome della grafica a 8 bit.